Incontri di catechesi IL SACRIFICIO NELLA SANTA MESSA

Segnaliamo la bellissima iniziativa di alcuni amici di Bergamo.

Chiesa della Madonna della Neve

(Bergamo – via Gabriele Camozzi, 130)

 

IL SACRIFICIO NELLA SANTA MESSA

 

• Venerdì 11 novembre 2016: Il Sacrificio di Gesù sulla Croce

• Venerdì 9 dicembre 2016: L’Eucarestia unico e perfetto Sacrificio del Cristo

• Venerdì 13 gennaio 2017: L’Eucarestia Sacrificio del Cristo sulla Croce

• Venerdì 17 febbraio 2017: I verbi costitutivi la celebrazione dell’Eucarestia

• Venerdì 17 marzo 2017: Segni e significati nella celebrazione dell’Eucarestia

Papa Benedetto XVI ha scritto: «Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia» (Joseph Ratzinger, La mia vita – Autobiografia, Cinisello Balsamo, 1997, p. 112).

Riscoprire il senso ed il profondo significato della Santa Messa è condizione primaria per recuperare il desiderio ed il gusto di «andare a Messa».

È nota l’importanza e la centralità per Papa Benedetto XVI della liturgia. Ci si potrebbe domandare: perché mai un tale posto centrale per la liturgia? Oggi in molti ambienti ecclesiali viene relegata ai margini, come se si trattasse di un semplice elemento formale. Non è così per il Papa.

Nel libro-intervista Rapporto sulla fede, così si esprimeva l’allora cardinale: «Dietro ai modi diversi di concepire la liturgia ci sono, come di consueto, modi diversi di concepire la Chiesa, dunque Dio e i rapporti dell’uomo con Lui. Il discorso liturgico non è marginale: è stato proprio il Concilio a ricordarci che qui siamo nel cuore della fede cristiana» (Joseph Ratzinger, con Vittorio Messori, Rapporto sulla fede, Cinisello Balsamo, 1985).

In un’altra sua opera scrisse: «Poté sembrare a molti che la preoccupazione per una forma corretta della liturgia fosse una questione di pura prassi, una ricerca della forma di Messa più adeguata e accessibile agli uomini del nostro tempo. Nel frattempo si è visto sempre più chiaramente che nella liturgia si tratta della nostra comprensione di Dio e del mondo, del nostro rapporto a Cristo, alla Chiesa e a noi stessi. Nel rapporto con la liturgia si decide il destino della fede e della Chiesa. Così la questione liturgica ha acquistato oggi un’importanza che prima non potevamo prevedere» (Joseph Ratzinger, Cantate al Signore un canto nuovo. Saggi di cristologia e liturgia, Milano, 1996, p. 9).

Lex orandi, lex credendi, dicevano i Cristiani dei primi secoli: i modi e le forme del pregare – inteso come pregare pubblico, liturgico – custodiscono i contenuti del credere. E, storicamente, è innegabile che i cambiamenti avvenuti nella lex orandi accompagnino e segnalino invariabilmente parallele mutazioni delle accentuazioni e della comprensione dei contenuti di fede. Basti pensare alle liturgie protestanti.

Gesù, prima della sua morte e risurrezione, ha istituito il Sacramento del suo Corpo offerto e del suo Sangue versato. La sera di Pasqua si è fatto riconoscere da due suoi discepoli a Emmaus proprio nel segno dello spezzare il pane, segno eloquente del suo Sacrificio. L’Eucarestia è il segno della fede pasquale, è il segno della riconoscenza: i discepoli di Cristo, sua Chiesa, nel giorno della sua Risurrezione, Pasqua settimanale, vengono raccolti dallo stesso Risorto a celebrare il memoriale della sua morte; nello Spirito Santo sono condotti a riconoscere che il Risorto è il Crocifisso, che la salvezza del mondo è il Sacrificio che Cristo ha consumato sulla Croce per la salvezza dell’umanità. Lì è dato di contemplare, di ricevere e di imparare l’amore oblativo, l’amore vero che dà significato e salva ogni relazione che edifica la vita.

Don Maurizio Rota, sacerdote della diocesi di Bergamo appartenente alla comunità dei preti del Sacro Cuore, ci accompagnerà in questa riscoperta.

Vorremmo offrire questo ciclo di catechesi non solo ai fedeli che frequentano la Santa Messa in rito romano antico, ma anche ai fedeli che partecipano alla Santa Messa nella forma ordinaria. Siamo convinti che – come auspicava Papa Benedetto XVI nella lettera di accompagnamento al motu proprio Summorum Pontificum scritta ai vescovi – «le due forme dell’uso del Rito Romano possono arricchirsi a vicenda: nel Messale antico potranno e dovranno essere inseriti nuovi santi e alcuni dei nuovi prefazi. […] Nella celebrazione della Messa secondo il Messale di Paolo VI potrà manifestarsi, in maniera più forte di quanto non lo è spesso finora, quella sacralità che attrae molti all’antico uso. La garanzia più sicura che il Messale di Paolo VI possa unire le comunità parrocchiali e venga da loro amato consiste nel celebrare con grande riverenza in conformità alle prescrizioni; ciò rende visibile la ricchezza spirituale e la profondità teologica di questo Messale».

Anche la catechesi chiara e completa ci aiuterà a crescere nell’amore a Cristo ed alla sua Chiesa Una Santa Cattolica Romana e Apostolica.

Un saluto nel Signore.

Chiesa della Madonna della Neve

 

Per informazioni scaricare il programma il-sacrificio-nella-santa-messa.

 

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